FUNERALE



 

La parola funerale deriva forse dall’uso delle funi per calare i cadaveri nella fossa, o dal fumo generato dalla cremazione dei corpi, o ancora dalle torce fatte di funi usate nelle cerimonie notturne in onore dei morti. Funerale è una parola che sa molto di morte.

E’ quindi una parola che non si addice per nulla ai riti cristiani di commiato, dove la morte del corpo coincide con il dies natalis, la nascita alla vera Vita, quella Eterna, e l’Eucarestia si svolge nel dolore umano del distacco ma nella pace e nella gioia della fede.

E' così che abbiamo salutato Luigi nel suo passaggio finale, cantando e battendo le mani in consonanza con la gioia della sua anima che ha incontrato faccia a faccia il suo creatore, il suo Dio, il suo Amore.

Se non credi questo non sei cristiano.

E’ possibile tornare a casa dopo un ‘funerale’ con la sensazione di sazietà dello spirito, come dopo avere gustato cibi gustosi e succulenti?

Sì, è possibile, ed è l’esperienza della Eucarestia di saluto a Luigi: per usare una parola cara al gergo ecclesiale, ne siamo stati edificati, profondamente consolati nello spirito.

A Luigi piaceva mangiare, eccome se gli piaceva!

Ora, come anche noi dopo l’Eucarestia, è veramente sazio, appagato, e da lassù segue i suoi cari. Come prima. Più e meglio di prima.

Questa è la speranza cristiana, che si fonda sulla certezza dell’amore di Dio e che Lui provvede.

Qui di seguito il saluto dei figli al papà, letto al termine della celebrazione.


"Papino
Papino che scherzo ci hai fatto?
Tu che fin da quando eri giovane, eri il simpatico della compagnia
Tu che hai la battuta sempre pronta e sei la persona più ironica e autoironica che conosciamo
Tu che ti inalberavi per un nonnulla e che hai imparato a non stare arrabbiato
Tu che porti il caffè a letto ogni mattina alla mamma anche se 10 minuti prima avete bisticciato
Tu che sei l'esempio concreto e lampante che il Signore fa miracoli
Tu che per i tuoi figli ti sei sempre fatto in quattro..e anche in cinque e in sei
Tu che hai sempre ascoltato tanto
Tu che eri sempre disposto ad aiutare e servire gli altri anche se non stavi bene
Tu che ci hai uniti ancora di più di quanto già non lo fossimo:
tra ospedali, reparti e i tuoi soggiorni a Ponte dell'Olio, la tua amata Ponte dell'Olio
Tu che ci hai insegnato, insieme alla mamma, il vero significato del sacrificio e anche la vera unione di una famiglia
una famiglia molto provata ma anche molto sostenuta
soprattutto dalla Fede
quella fede instancabile che ci avete trasmesso e che state continuando a trasmetterci
che ci insegna che nella vita ci sono momenti di prova, di fragilità e di sofferenza
ma ci insegna anche che non siamo soli, pure se pensiamo di esserlo
Papino, se dicessimo che sarà semplice, mentiremmo
ci mancherà tutto di te: i giochi insieme quando eravamo piccoli, le tue guide per ore interminabili con il carico sempre pieno in macchina, le sgridate che ci servivano (anche se pensavamo di essere già adulti per essere rimproverati e corretti)
le domeniche insieme, i latte e menta, le tue triple e quadruple che riuscivi sempre a vendere del folletto, le settimane enigmistiche del giovedì, le tue immancabili e incambiabili armate nere a risiko, le tue aglio e olio ovunque, le partite a carte quotidiane con la nonna, il tuo bis e tris a tavola, l'ultima sigaretta (che non era mai l'ultima), il dirmi che stavo benissimo ogni volta che ti chiedevo: come sto con questo vestito?
Ringraziamo tutti voi, chi c'è sempre stato e chi invece ci conosce da poco, chi ci é stato vicino fisicamente e chi con la preghiera costante
sei la spalla della mamma e di tutti noi tuoi figli, la colonna della nostra famiglia.
in punta di piedi ci stai salutando
perché noi sappiamo, e ce lo hai trasmesso anche tu, che ci rivedremo presto perché crediamo fermamente nella vita eterna
intanto dall'alto, con Andrea, i nonni e tutti i fratelli che ci hanno preceduto, date un'occhiata quaggiù
Ti vogliamo bene
Ci manchi già tantissimo.

I tuoi figli"


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