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Visualizzazione dei post da luglio, 2026
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 L'uomo di Dio Nella penombra della Cattedrale percorrevo la navata di sinistra fino al transetto. Appoggiato alla parete di sinistra il monumentale confessionale con le due porte vetrate ai lati e la luce rossa accesa. Dentro, Don Leo, che all’ingresso vedevo raccolto e quasi assorto, immerso nella luce giallastra, il breviario aperto sulla mensola divisoria dal comodo spazio del penitente. Le fessure degli occhi si aprivano sull’azzurro chiaro delle iridi che, al vedermi si illuminavano, mentre le braccia si allargavano con gesto di comprensiva e gioiosa, e direi grata, accoglienza. Una confessione poteva durare un’ora, e più. Fatta di dialoghi lunghi, serrati, profondi. Don Leo era ferreamente attaccato alla tradizione (una volta arrembò una stola viola a Padre Nicola che presiedeva una celebrazione della Parola. Era così lunga che gli arrivava ai piedi) e, nello stesso tempo, da illuminato uomo di fede, aperto alle novità del Concilio, a partire dal Cammino Neocatecumenale ...
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FUNERALE   La parola funerale deriva forse dall’uso delle funi per calare i cadaveri nella fossa, o dal fumo generato dalla cremazione dei corpi, o ancora dalle torce fatte di funi usate nelle cerimonie notturne in onore dei morti. Funerale è una parola che sa molto di morte. E’ quindi una parola che non si addice per nulla ai riti cristiani di commiato, dove la morte del corpo coincide con il dies natalis , la nascita alla vera Vita, quella Eterna, e l’Eucarestia si svolge nel dolore umano del distacco ma nella pace e nella gioia della fede. E' così che abbiamo salutato Luigi nel suo passaggio finale, cantando e battendo le mani in consonanza con la gioia della sua anima che ha incontrato faccia a faccia il suo creatore, il suo Dio, il suo Amore. Se non credi questo non sei cristiano. E’ possibile tornare a casa dopo un ‘funerale’ con la sensazione di sazietà dello spirito, come dopo avere gustato cibi gustosi e succulenti? Sì, è possibile, ed è l’esperienza della Eucarest...
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CIAO, LUIGIONE! Ciao Luigione! Ciao caro amico! Ciao fratellone sempre pronto alla caciara, a violare prescrizioni e ricette con una bella sigaretta o qualche bicchiere di vino, e fette di dolci a volontà. Questa volta hai fatto sul serio. Questa volta ci hai sorpresi. Nella modestia, nella semplicità con la quale sempre ti ponevi, fratellone tenerissimo. Ci mancherai! Il dolore ti ha preparato. Il Padre in Paradiso dove sei ti ha riservato un posto privilegiato, il tuo posto di sempre. Nel settore Pontedellolio. Un abbraccio forte, prega per noi.